Letture corsiniane

Marco Leona, L’ARTE E LA SCIENZA DEL COLORE: UN VIAGGIO ATTRAVERSO LE COLLEZIONI DEL METROPOLITAN MUSEUM OF ART DI NEW YORK

Data: 29/10/2023

Ore 11: Visita della Biblioteca Corsiniana
Ore 12: Lettura Corsiniana, Sala di Scienze Morali

Prenotazione obbligatoria: https://forms.gle/vMR1DYQhtsXhEP8r7
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Locandina (.pdf)

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Cosa hanno in comune i lini del corredo funebre di Tutankhamun e i calzini di Nadal dopo la finale del Roland Garros? Cosa può dirci un frammento di pigmento rosa su una statua romana del primo secolo? Cosa, più dell’oro del Messico, ha permesso all’imperatore Carlo V di saldare i propri debiti con i banchieri olandesi? Perché prima del 1820 la stampa di paesaggio non esisteva come genere autonomo in Giappone e chi era il vero artefice dei capolavori di Hokusai? Qual è il colore della modernità?

Sulla scia della cultura romantica, davanti alle opere d’arte non ci si occupa di questioni materiali. In realtà è solo grazie all’utilizzo di materiali dalle proprietà fisiche specifiche che l’artista può ottenere i risultati estetici desiderati. Le opere d’arte, gli oggetti di lusso, i reperti archeologici conservati nei musei non rappresentano soltanto un repertorio di cose belle, ma sono la testimonianza di idee, conoscenze e capacità tecnologiche di una determinata società, di cui costituiscono la cultura materiale. Il desiderio di produrre oggetti più preziosi e immagini più vive ha guidato nel tempo la continua ricerca di materiali nuovi (da trovare anche nel crogiolo di un alchimista o nel laboratorio di uno scienziato). Proprio questi materiali, – dal blu Egizio all’oltremare sintetico, dai coloranti organici naturali (l’indaco, la robbia e la cocciniglia), a quelli sintetici (il malva di Perkin e l’eosina), dal lustro dei ceramisti persiani ai gialli di cromo – hanno prestato il loro colore ad opere d’arte e oggetti di lusso, e hanno permesso agli artisti di esplorare forme di espressione completamente nuove.

Utilizzando tecniche fotoniche avanzate per l’analisi scientifica di opere create nel corso di quattro millenni – dall’antichità all’età moderna – è possibile ricostruire una storia dei materiali dell’arte e quindi una storia materiale dell’arte. Si dimostra così che le innovazioni tecnologiche non solo sono state stimolate o immediatamente recepite dagli artisti e dal loro pubblico, ma che nuovi modi di creare e vedere.

Di tutto questo parlerà nella sua lettura corsiniana Marco Leona, uno studioso che ha una straordinaria competenza in materia: specialista in chimica, Mineralogia e Cristallografia, docente di chimica analitica all’Institute of Fine Art della New York University, , dopo aver lavorato alla Freer Gallery of Art a Washington DC, e al Los Angeles County Museum Art, dal 2004 ha creato e dirige al Metropolitan Museum of Art di New York un dipartimento che si occupa di ricerca scientifica sulle opere d’arte, di metodi di restauro, di conservazione preventiva. È stato tra i primi scienziati ad usare la spettroscopia Raman a effetto di superfice nell’analisi di coloranti organici naturali e sintetici.  Il suo lavoro è seguito dalle riviste scientifiche e dai giornali di tutto il mondo.