Letture corsiniane

Hubert Houben, “Lasciate il muezzin sul minareto!” Federico II e l’Islam

Data: 12/04/2026
Ore 11: Lettura Corsiniana presso la sala di Scienze Fisiche.

Locandina (.pdf)

Prenotazione obbligatoria: https://forms.gle/fWCURTExQPuCxeNMA

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Ben pochi sovrani medievali godono di una fama pari a quella dell’imperatore svevo Federico II (1194-1250). Da sempre Federico è stato oggetto di vivaci discussioni. Il suo interesse per la cultura e la scienza araba, i buoni rapporti con il sultano al-Kamil, nipote di Saladino che regnava sull’Egitto, ma rivendicava anche la Palestina, sembravano confermare questa immagine. E se già tra i contemporanei circolava la voce che l’imperatore potesse essersi segretamente convertito all’Islam, non sorprende che ancora oggi occasionalmente viene avanzata l’astrusa tesi di Federico II cripto-musulmano.

Quando l’imperatore riuscì nel 1229 di ottenere la restituzione di Gerusalemme mediante un compromesso che risultava accettabile per i musulmani, ciò venne criticato sia dalla Chiesa romana sia dal mondo musulmano. Il papa Gregorio IX scomunicò Federico due volte e lo accusò di eresia; contestando la sua ortodossia, la propaganda papale tentava di minare la legittimità del potere dell’imperatore.

Tuttavia, Federico non fu né un eretico né un cattivo cristiano. Con la riconquista di Gerusalemme alla cristianità, egli riteneva di aver acquisito meriti anche al cospetto di Dio. L’imperatore vedeva sé stesso come un sovrano cristiano, investito da Dio della propria autorità, e non il “libero pensatore” che alcuni interpreti moderni, come Nietzsche, hanno voluto farne.